stessa lotta, stessa piazza
Federmeccanica, Confindustria, la controriforma Gelmini, la finanziaria di Tremonti: impegnati a far pagare la crisi a studenti e lavoratori! L'attacco è contro il mondo del lavoro, contro i diritti dei lavoratori di oggi e di quelli di domani! Dalla crisi occorre uscire da sinistra, con la lotta di studenti e lavoratori, uniti! Per questo aderiamo alla manifestazione indetta dalla FIOM per il 16 di ottobre!
Le/i Giovani Comuniste/i organizzano autobus per Roma dalle principali città toscane!
- Sembra che sul mondo della scuola i riflettori si accendano a momenti alterni, per mostrare questo o quel movimento, questa o quella contestazione, o per inseguire qualche facile annuncio-propaganda di governo, lasciando poi gli studenti, gli insegnanti, i precari nel buio mediatico più assoluto fino alla successiva esplosione di protesta.
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Ma noi sappiamo che non è così, che ogni giorno c'è chi lotta e resiste contro le "riforme" succedutesi negli ultimi anni.
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Si sta costruendo una scuola di classe, dove si tagliano finanziamenti, ore di insegnamento, attività di laboratorio, curricola sperimentali, oltre a decine di migliaia di posti di lavoro, docenti e ATA.
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Il tutto a vantaggio delle scuole private, che nonostante la crisi non vedono intaccati i loro privilegi ed i loro incostituzionali finanziamenti statali.
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Il Governo, dietro il pretesto della crisi economica, crea precari della scuola e disoccupati, lascia gli studenti
- in classi sovraffollate - dal tetto di 25 studenti per aula si è già arrivati ad averne 37 per classe in molte città italiane
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in edifici spesso non a norma (talvolta ancora con l'amianto)
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Nessuna misura viene invece presa contro chi la crisi l'ha causata (banchieri ed alta finanza), e continua ad aumentare le spese militari per le cosiddette "missioni di pace".
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Per questo, oggi più che mai, è necessario affermare che "noi la crisi non la paghiamo", non limitandoci al giusto moto di protesta e indignazione contro le ingiustizie ma cercando di organizzare un soggetto politico dove tutti possano ugualmente partecipare, dove si possa portare avanti una piattaforma di rivendicazioni che guardi alla società nel suo complesso, tenendo insieme mondo del lavoro e diritto allo studio
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Tagliando le spese militari (dato che “l'Italia ripudia la guerra”), tassando chi ad oggi non ha pagato la crisi (grandi imprese e finanza) e combattendo l'evasione fiscale è possibile recuperare più risorse di quante servono per una scuola pubblica, di massa, laica, gratuita, di qualità
