la stupidità del neoliberismo

da "SenzaSoste"
traduzione di Andrea Grillo da "rebelion.org"
Pubblichiamo la traduzione di un articolo del giornalista spagnolo Pascual Serrano, animatore del sito www.rebelion.org, nostra fonte abituale per le notizie internazionali. Stavolta Rebelión non parla di qualche Paese lontano, ma del nostro, commentando la notizia secondo cui in alcune scuole italiane, per compensare gli effetti dei tagli della Gelmini, verranno introdotte forme di sponsorizzazione degli arredi. Il "sistema italiano", lo chiama Serrano. Perché in questo siamo all’avanguardia, o perlomeno siamo i più attenti a seguire il modello statunitense di assoluto dominio del mercato in tutti i campi della vita sociale. Un modello già morto e sepolto ma che da noi continua ad essere acriticamente seguito e non solo da Berlusconi e dalla sua corte di nani e ballerine. È illuminante su questo il riferimento di Serrano alla benevolenza con la quale La Repubblica aveva dato la notizia della geniale iniziativa partita dalla Puglia, a dimostrazione del fatto che in Italia, quando il mercato parla, il mondo della politica e del giornalismo (con pochissime eccezioni) scatta sull’attenti. Il risultato è che all’estero ridono di noi. Gli studenti che in questo periodo si stanno battendo contro lo smantellamento della scuola pubblica avranno un elemento in più per radicalizzare le loro lotte: lasciare campo libero ai progetti di Gelmini & C. significa rassegnarsi all’istupidimento collettivo. (red.)
Scuole e pubblicità
Pascual Serrano
Da una notizia breve nel País del 7 ottobre apprendiamo che le scuole della provincia italiana di Barletta-Andria-Trani si finanzieranno con la pubblicità delle imprese. Il sistema funziona così: se l’impresa paga 70 euro per una sedia o un banco potrà inserire in questo arredo una targa pubblicitaria. Il quotidiano La Repubblica ne parla benevolmente come “pubblicità nella scuola per diminuire gli oneri finanziari dell’istituto”.
Se qualcuno non considera rilevante questo fatto dovrebbe sapere quello che raccontava Michael Moore sulle scuole secondarie statunitensi nel suo libro “Stupidi uomini bianchi”, nove anni fa. Riporta come le grandi multinazionali sono entrate nelle scuole dei bambini nordamericani.
Così “si distribuiscono libri scolastici con annunci di Calvin Klein e Nike”. E "Pizza Hut ha creato un programma per stimolare i bambini a leggere. Quando gli studenti raggiungono l’obiettivo mensile di lettura, vengono ricompensati con articoli dell’impresa”. Nella stessa logica, “General Mills e Campbell´s Soup (...) hanno programmi che premiano le scuole se invitano i genitori a comprare i loro prodotti. Generalmente Mills dà alle scuole dieci centesimi per ogni tappo dei suoi prodotti che inviano”. Esiste un programma tremendo denominato “Materiale scolastico gratuito per i bambini d’America”. In base a questo “le scuole possono aggiudicarsi un computer Apple iMac gratis per solo 94.950 etichette di zuppa”.
E continua: “In totale 240 distretti scolastici in 31 Stati hanno venduto diritti di esclusiva a una delle grandi multinazionali del ramo (Coca-Cola, Pepsi, Dr. Pepper) per introdurre i loro prodotti nella scuola”. E li rispettano alla grande: quando un bambino di una scuola della Georgia si è presentato con una maglietta della Pepsi nel giorno della Coca-Cola dell’istituto, lo hanno sospeso per un giorno.
Il piano è già arrivato in Italia, prepariamoci perché un giorno o l’altro arriverà in Spagna. Dopo decenni di lotta per togliere dalle scuole pubbliche i crocifissi, ora, con il sistema italiano, per la modica cifra di 70 euro al posto dei crocifissi avremo reclame della Coca-Cola. O magari, se lo sponsor sarà la Chiesa stessa, avremo non un crocifisso, ma tanti quanti corrispondano ai settanta euro pagati dal vescovato. Sembra che il mercato e il denaro possano tutto.
Fonte: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=115989
Traduzione Andrea Grillo